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  • Writer's picturecristina molinari

Gestire le emozioni... si può fare?

Il mindset dell'Atleta vincente di basa su due pilastri fondamentali: il dialogo interiore (a breve uscirà il mio nuovo libro proprio su questo argomento!) e la visualizzazione.


Quando pensiamo, il nostro pensiero evoca delle immagini che scorrono dando vita a un vero e proprio film mentale e suscitano emozioni.


Le emozioni generano o cambiano lo stato d’animo con il quale ci apprestiamo ad affrontare la nostra performance.


Essere consapevoli delle nostre emozioni e saperle gestire, significa quindi saper pilotare i nostri stati d'animo scegliendo quelli più utili e produttivi a seconda delle circostanze.


La maggior parte dei giocatori di Padel si rende conto di dover imparare a gestire al meglio le proprie emozioni, e forse anche tu in campo ti sei accorto di esserne in balia invece che in controllo, ma prima di gestire, dobbiamo conoscere.


Ti sei mai chiesto che cosa sono le emozioni?


Esistono diverse teorie sulle emozioni, la più diffusa è che si tratti di una reazione automatica alle situazioni che viviamo, sviluppata nell'evoluzione dei nostri 3 cervelli ovvero del cervello rettile, il più antico, di quello limbico o emotivo e della neocorteccia o cervello cognitivo.


Sebbene alcune emozioni possano essere più scomode di altre, esse ci sono servite nella nostra evoluzione, e non ha senso temerle o respingerle ritenendo che la ragione debba avere una sorta di supremazia sulle emozioni (pensiero totalmente sbagliato, da qualsiasi prospettiva lo osserviamo)


La strategia migliore da mettere in atto quando parliamo di emozioni, è accoglierle, riconoscerle e dialogare con loro.


"Coach, in che senso? parlo da solo?"


Tutti noi parliamo continuamente da soli, il nostro dialogo interno, specialmente se non gestito, è costante e spesso depotenziante, dunque si tratta semplicemente di rendere utile qualcosa che già facciamo in automatico.


Partendo dal presupposto che le emozioni hanno un intento positivo, e che ci portano un messaggio, dialogare con loro significa andare alla scoperta di quel messaggio nel momento presente.


In ambito sportivo, l'ansia da prestazione è una delle emozioni più temute, e spesso giocatori e atleti ne parlano come una sorta di mostro imprevedibile, eppure c'è un momento in cui ogni atleta avverte l'arrivo di quell'emozione, ed è lì che occorre trasformare il proprio atteggiamento.


Quando senti l'emozione arrivare, accoglila con un dialogo interno produttivo: evita frasi drastiche e spaventose come "l'ansia mi attanaglia e non riesco a muovermi" e scegli frasi differenti come "sento che arriva una sensazione di ansia".

A quel punto, quando senti che l'emozione arriva, trasformati in un ricercatore o in un interprete, e scopri qual è il messaggio che l'emozione ti sta trasferendo.


Spesso l'ansia da prestazione è il modo in cui la nostra mente ci avverte che è necessario stare all'erta.


Una volta accolta l'emozione, puoi usare lo straordinario potere della nostra mente per cui "un'esperienza vividamente immaginata corrisponde a un'esperienza realmente vissuta" per lavorare sull'emozione con una tecnica semplice, divertente e funzionale: fammi sapere se vuoi conoscerla e te la illustrerò nel prossimo articolo!



un giocatore in preda all'angoscia nella pausa di gioco


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