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  • Writer's picturecristina molinari

Credenze, pregiudizio e prestazione

Da poche ore sono terminati i giochi olimpici di Cracovia, ho segui con attenzione particolare le performance degli 8 giocatori italiani di Padel convocati e sono stata davvero felice di vedere un medagliere così ricco.


Qualche anno fa, quando il mio primo libro "Padel Metafora di Vita" era solo un progetto e stavo studiando di buona lena per certificarmi come mental coach, molte persone non avrebbero nemmeno saputo immaginare il successo in questi giochi olimpici, e oggi è proprio questo argomento che voglio approfondire: come le credenze influenzano le nostre performance.


La nostra mente è straordinaria, ha un grande potenziale ma purtroppo spesso siamo noi a porci dei limiti da soli, boicottando le nostre performances sportive con un atteggiamento mentale improduttivo.


Il meccanismo è insidioso e funziona in questo modo: è come se un atleta ai blocchi di partenza incollasse a terra le proprie scarpe: al momento del via non riesce a scattare e perde secondi preziosi.

Questo è quello che facciamo quando ci creiamo dei limiti da soli.


Nello sport - come nella vita - la mente condiziona, in positivo o in negativo, le prestazioni e di conseguenza i risultati delle persone.


Il modo in cui parliamo a noi stessi, i nostri pensieri, le nostre credenze e i nostri atteggiamenti, condizionano i nostri risultati.


Tutto passa attraverso la nostra mente e l'uso che facciamo della nostra mente fa la differenza in positivo o in negativo.


Le credenze sono allo stesso tempo uno dei maggiori pericoli e delle più grandi opportunità per un atleta.


Credere in partenza che non riusciremo “a vincere la partita”, oppure “a colpire bene la pallina per fare un x4”, ed ancora “a riceve un servizio”, è una convinzione limitante, che ci metterà in uno stato d’animo improduttivo impedendoci esattamente di fare tutto quello che invece vorremmo fare.


Ma c’è di più: il nostro cervello elabora i concetti in modo letterale dunque il solo DUBBIO di “non riuscire a ricevere il servizio” basterà per farci sbagliare.


Le credenze rappresentano le nostre più profonde convinzioni, quello che crediamo sia giusto o sbagliato, vero o falso.


Non sono altro che i principi guida che influenzano il nostro comportamento.

Il nostro modo di vedere il mondo e interpretare la realtà si basa principalmente sulle nostre credenze.


Così ci comportiamo nel modo in cui le nostre CREDENZE ci "ordinano" di fare.


Le nostre credenze ci dicono che non vinceremo ma nulla? Dunque il nostro inconscio farà di tutto per prenderlo alla lettera e finirà per sabotare sistematicamente le nostre prestazioni sportive.


Le nostre credenze/convinzioni generano dei comportamenti. I comportamenti, possono consolidarsi nel tempo sino a diventare delle vere e proprie gabbie!


Fortunatamente, se questo è vero per le credenze limitanti, lo è anche per quelle potenzianti, che ci spingono a livelli eccellenti di performance.


Dunque è necessario “imparare a nutrire” la nostra mente di credenze potenzianti per aiutare il nostro inconscio a lavorare per noi, e non contro di noi.


Imparando a sostituire le nostre credenze limitanti con CREDENZE POTENZIANTI, saremo in grado di guidare la nostra mente.


Ricorda: il SUCCESSO di ogni atleta è il frutto delle SUE CREDENZE.


Quindi il SUCCESSO non e altro che la somma di

COMPETENZE SPORTIVE + CREDENZE PRODUTTIVE + MOTIVAZIONE



Termino con una bellissima frase del grande Jury Chechi: “Ogni sogno è possibile se ci credi sino in fondo”. Lascia un commento al post e fammi conoscere le Tue credenze limitanti come sportivo.







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