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  • Writer's picturecristina molinari

Parole, parole, parole... sono davvero solo parole o vere e proprie armi?

Probabilmente leggendo questo post qualcuno potrebbe pensare che il titolo sia un'esagerazione, un clickbait come tanti, e anche io lo avrei pensato in effetti ma poi ho notato come le parole che scegliamo di dire possono letteralmente ferire, recare dolore e talvolta uccidere piccole parti di chi ne viene investito.


In campo la comunicazione è importante, come lo è fuori dal campo, tuttavia comunicare richiede impegno e consapevolezza, non si tratta di dare voce a tutto ciò che ci passa per la testa.


Quando diamo voce ai nostri pensieri, dovremmo chiederci qual é il nostro obiettivo: a cosa serve quello che stiamo per dire? E soprattutto a chi serve?

Succede a volte di aver bisogno semplicemente di buttare fuori, in campo come nella vita, e allora basta dichiararlo con una bella e veloce cornice d'accordo: "non ce l'ho con te, mi sento in questo modo (nervoso, teso, preoccupato) e ho bisogno di buttare fuori"


Se invece vogliamo fare un appunto, una precisazione o in qualche modo vogliamo dare feedback al nostro compagno, prima di "vomitare" parole a caso, è bene soffermarsi e sceglierle con cura, in base al risultato che vogliamo ottenere. Ci saranno comunicazioni volutamente provocatorie, ci saranno comunicazioni più morbide, altre saranno più dirette, non si tratta di giusto o sbagliato ma di consapevolezza.


Il meccanismo è lo stesso di quando decidiamo quale colpo fare: valutiamo la situazione, cerchiamo di prevedere le conseguenze positive o negative e teniamo conto della nostra posizione e della nostra energia: puoi immaginare le tue parole come colpi da giocare.






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